L'attuale scenario di crisi economica e di restrizione della spesa pubblica vede le istituzioni scolastiche statali costrette a fronteggiare una progressiva riduzione di risorse disponibili. Diviene, pertanto, indispensabile il sostegno delle famiglie.

Il contributo volontario che si chiede non può e non deve essere inteso come una tassa per l’iscrizione e la frequenza della scuola. I versamenti in questione sono, infatti, assolutamente volontari. La scuola li chiede per poter proporre agli studenti un’offerta formativa qualitativamente migliore di quella che i finanziamenti statali permetterebbero.
Il contributo è formato da un’unica quota deliberata dal Consiglio di Istituto, comprensiva dell’importo per l’acquisto del libretto personale dell’alunno e per la sottoscrizione della polizza assicurativa contro gli infortuni e la responsabilità civile verso terzi (valida per le attività ordinarie, per quelle pomeridiane, per le uscite didattiche, per i viaggi di istruzione, per gli stage). La quota deliberata per l’a.s. 2018/19 è di 100 euro.
Le risorse raccolte con i contributi volontari delle famiglie sono indirizzate, inoltre, a interventi di ampliamento dell’Offerta Formativa, come da nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 312 del 20 marzo 2012.
Il versamento individuale dei contributi può essere effettuato presso la Banca Intesa San Paolo:
Codice IBAN: IT46 E030 6914 6221 0000 0046 015
intestato al Liceo A. Meucci di Aprilia
indicando nella causale il nome dello studente e la dicitura “Erogazione liberale per l’ampliamento dell’offerta formativa”.

La quota volontaria del versamento, infatti, è detraibile fiscalmente in base alla Legge n. 40 del 2 aprile 2007, a patto che il versamento risulti effettuato tramite bonifico bancario o postale e che sia destinato all’innovazione tecnologica e all’ampliamento dell’offerta formativa.
Il totale dei contributi versati dalle famiglie a titolo volontario viene inserito ogni anno prima nel Programma annuale e poi nel Conto consuntivo. Entrambi i documenti vengono rendicontati e approvati dal Consiglio di Istituto e dai Revisori dei conti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Si allega a questa comunicazione il dettagliato prospetto riepilogativo dell’attività svolta (entrate complessive e utilizzo delle somme a disposizione) per l’anno 2017. L’impegno economico maggiore è stato quello per l’acquisto delle apple tv di cui si spera di riuscire a dotare ogni aula. La seconda metà dell’acquisto di questa strumentazione è stata programmata per i prossimi mesi. E una parte dei contributi raccolti nel 2018, se sufficienti, serviranno a completare il progetto.
Il ringraziamento va a tutte le famiglie che hanno voluto e che vorranno sostenere l’Istituto frequentato dai propri figli nel miglioramento dell’Offerta formativa.

Allegato:
Si elencano in sintesi i principali riferimenti normativi riguardanti la gratuità dell’istruzione pubblica di ogni ordine e grado e la legittimità della richiesta dei contributi volontari alle famiglie:

• Il D.Lgs 76/2005 (Diritto – dovere all’istruzione e alla formazione), art. 1, riporta:
Comma 3 “La Repubblica assicura a tutti il diritto all’istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età”.
Comma 5. “Nelle Istituzioni scolastiche statali la fruizione del diritto di cui al comma 3 non è soggetta a tasse di iscrizione e di frequenza”.
• Le Istituzioni scolastiche, non risultano titolari di autonomo potere impositivo di tasse e contributi, facoltà questa riservata esclusivamente allo Stato. Le tasse scolastiche sono limitate al 4° e 5° anno degli istituti superiori (articolo 200 – DLgs 16 aprile 1994. n. 297, e DPCM 18 maggio 1990).
• La richiesta del versamento del contributo finanziario da parte delle Istituzioni scolastiche è pienamente legittima dal Regolamento dell’Autonomia, il D.P.R. 275 del 1999. Tale Regolamento all’art. 17 ha abrogato le due disposizioni del D.Lgs 297 del 16 aprile 1994, l’art. 143 secondo comma e l’art. 176 terzo comma, che vietavano di chiedere contributi di qualsiasi genere, divieto peraltro riferito alle sole scuole del primo ciclo di istruzione.
• Al fine di perseguire gli obiettivi del Piano dell’Offerta Formativa, il Consiglio di Istituto può determinare forme di “autofinanziamento” (art. 10 – Comma 1 – DLgs 297/1994). Si tratta di una autotassazione, naturalmente su base volontaria.
• I versamenti volontari a favore delle scuole sono previsti dall’articolo 55 del Decreto Interministeriale n. 44 del 1 febbraio 2001 (Regolamento concernente le “Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”)
• Le modalità contabili di “riscossione” dei versamenti volontari, sono previste dall’articolo 9, comma 3, del citato Decreto Interministeriale n. 44 del 1 febbraio 2001, che ha disposto che “La riscossione delle rette, delle tasse, dei contributi e dei depositi di qualsiasi natura poste a carico degli alunni è effettuata anche mediante il servizio dei conti correnti postali”
• La non ammissibilità dei versamenti in contanti è indicata nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi, come modificato dall’Articolo 13 comma 2 della Legge 40/2007
• La nota del MIUR prot. n. 312 del 20 marzo 2012, fornisce precise “Indicazioni in merito all’utilizzo dei contributi scolastici delle famiglie”.

 

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